Kinesio taping: due parole che probabilmente non diranno molto. Ma gli appassionati di sport capiranno subito: quei grossi “cerotti” dai colori accesi, rosa o blu, che tanti grandi atleti applicano sul loro corpo per sostenere muscoli e articolazioni.

David Beckham e Mario Balotelli, Rafa Nadal e Venus Williams. E ancora decine di pallavolisti e corridori. In oltre 25 anni a questa parte il metodo del kinesio taping s’è fatto strada e ha conquistato tantissimi campioni. Il Kinesio Taping Method è stato fondato nel 1979 dal dottor Kenzo Kase, chiropratico giapponese, con una specializzazione alla National University of Health Sciences di Chicago. Kase ha messo a punto un nastro elastico da applicare in punti specifici a scopo terapeutico.

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Di kinesio taping ha parlato il dottor Piero Volpi, responsabile di Ortopedia del ginocchio e traumatologia dello sport dell’ospedale Humanitas, sulle pagine del mensile “Ok Salute e Benessere”

Come funziona il kinesio taping?
«Si basa sull’applicazione di particolari cerotti elastici e non medicati che seguono la lunghezza del muscolo e del tendine per supportarne e proteggerne il movimento. Tramite l’azione compressiva favoriscono il riassorbimento di piccoli edemi (facilitando il drenaggio linfatico) o di infiammazioni. Inoltre salvaguardano articolazioni quali ginocchio, caviglia e spalla. Ovviamente, non sono la panacea di tutti i mali».

I nastri sono di cotone, permettono alla pelle di respirare, spessore e peso ricalcano quelli della pelle, sono facilmente tollerati (non vanno indossati «quando la pelle non è sana per via di ferite ed escoriazioni», avverte il dottor Volpi) e non pregiudicano i movimenti di chi li indossa.

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Ecco qualche consiglio su come usarli al meglio: «Non vanno messi sul corpo a casaccio, ma devono essere applicati da un terapista esperto che abbia seguito appositi corsi. Spesso vengono applicati per il tempo della prestazione sportiva e anche in ambito non sportivo hanno una durata di qualche ora, 10-12. Dobbiamo tener conto di fattori quali la sudorazione, che possono provocarne l’allentamento o il distacco, e comunque si devono togliere al momento di lavarsi».

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